Multe fino a 500 euro per chi non pulisce la pipì del suo cane con l’acqua

Al contrario di ciò che molti proprietari di animali domestici pensano, per possedere un cane non è sufficiente l’amore per gli animali o la voglia di occuparsene, ma è necessaria anche una buona dose di responsabilità civile. Non a caso, capita spesso di assistere a litigi e diatribe tra vicini di casa a causa dell’inciviltà di chi non ha voglia di pulire dove il proprio cane sporca. E purtroppo non sempre è possibile intervenire tempestivamente per sanzionare il cattivo vicino.

Dopo cartelli, piccole vendette e segnalazioni a cui tutti noi abbiamo assistito almeno una volta, ad Asti hanno deciso di fare un passo in più. A seguito di numerose lamentele, infatti, il sindaco Maurizio Rasero ha firmato il 16 gennaio un’ordinanza in cui impone ai proprietari di cani di dotarsi di sacchetto e paletta per la raccolta delle deiezioni da esibire in caso di controlli da parte della polizia municipale, ma non solo. Le persone che escono per le consuete passeggiate, dovranno portare con sé anche una bottiglietta d’acqua per pulire il suolo pubblico dalla pipì del proprio cane. L’assenza di questa “strumentazione igienica”, potrebbe comportare una multa da 250 a 500 euro. Inoltre, su tutto il suolo comunale sono stati posizionati appositi cestini per aiutare i proprietari di cani.

In questo modo, l’amministrazione locale vuole incentivare il totale rispetto e la salubrità dei luoghi in cui tutti i cittadini vivono la propria quotidianità, senza per forza incappare in disagi dovuti alla poca considerazione degli abitanti più maleducati. Perché il rispetto reciproco, inizia dai piccoli gesti. E scegliere di avere un animale di cui prendersi cura significa anche occuparsi degli eventuali fastidi che può provocare agli altri residenti della zona.

Questa decisione, che da molti potrebbe essere considerata eccessiva, è stata frutto di una situazione divenuta ormai insopportabile vissuta dagli abitanti della città che non erano più in grado di camminare serenamente su strade e marciapiedi. Di conseguenza, la pubblica amministrazione ha deciso di adottare la formula “a mali estremi, estremi rimedi”.

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