La straordinaria storia del cane Hachiko

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Sommario

Chi sceglie un cane come animale domestico sa benissimo che si porterà in casa un compagno fedelissimo, che mai lo tradirà e che niente e nessuno potrà scalfire l’amore incondizionato verso il proprio padrone. A dimostrazione di quanto detto c’è Hachiko, la cui storia ha emozionato milioni di persone quando hanno visto il film interpretato da Richard Gere, e che ancora oggi viene “venerato” come un vero e proprio eroe. In suo onore è stata eretta una statua, anzi due in epoche successive, e celebrato l’8 marzo in occasione dell’anniversario della sua morte.

Hachiko: la storia che ha ispirato il celebre film

Hachiko era un cane giapponese appartenente a una razza antichissima chiamata Akita. Quando la si ammira è impossibile rimanere indifferenti, sia per l’aspetto da “orsacchiotto” ma anche perché in quelle terre viene considerato un tesoro nazionale e un porta fortuna. Non è infatti una pratica rara il regalare un pupazzetto di Akita a chi abbia un figlio piccolo malato.

E proprio un piccolo cucciolo di appena due mesi, nato il 10 novembre 1923 in una fattoria di Odate nelle prefettura di Akita a nord del Giappone, fu donato alla figlia di Hidesaburō Ueno, agronomo e professore presso il dipartimento agricolo dell’Università Imperiale di Tokyo. Siccome aveva delle zampe leggermente ricurve, la frequentazione giornaliera con i numeri del professore lo avrà certamente portato  ad associarlo immediatamente al simbolo giapponese che rappresenta il numero 8 ( 八 e pronunciato hachi).

Hachiko 4 - La straordinaria storia del cane Hachiko

 

Nonostante il cane appartenesse alla figlia di Ueno, questi si affezionò così tanto che decise di continuare a tenerlo quando lei decise di sposarsi e di andare a vivere col marito in un altro quartiere. Del resto, anche Hachiko vedeva in lui l’unico e vero padrone, e il legame si era fatto così forte che ogni mattina i due raggiungevano assieme a piedi  la vicina stazione di Shibuya, perché il docente era un comune pendolare che doveva raggiungere quotidianamente l’università dove lavorava.

Fine dell’incantesimo

Puntualmente verso le cinque del pomeriggio di ogni giorno, il cane fedele del professore lo attendeva al proprio ritorno per percorrere il tratto di strada che li separava dalla loro casa. Era dunque l’occasione delle coccole, delle carezze, dei giochi fatti per strada. Un rito magico che si ripeteva sempre alla stessa ora, un incantesimo che donava gioia e serenità ad entrambi. La felicità di un nuovo giorno insieme, il temporaneo dolore della separazione e poi ancora felicità nel potersi rivedere.

Purtroppo questo incantesimo, durato all’incirca un paio d’anni, si interruppe bruscamente il 21 maggio del 1925. Hidesaburō Ueno venne colto da un ictus fulminante e non fece più ritorno a casa. Cosa avrà pensato quel giorno Hachiko? Perché il suo padrone era sparito all’improvviso? Ma soprattutto: essendo i cani così sensibili davvero possiamo credere ingenuamente che lui non abbia percepito qualcosa? Che non abbia sempre saputo o intuito la verità? Difficile dimostrarlo. L’unica cosa certa è che lo attese invano per altri 2483 giorni, ossia per altri 9 anni, 9 mesi e 15 giorni fino alla sua morte, che avvenne l’8 marzo del 1932. In tutto questo tempo si presento puntualmente alle ore 17 in stazione, in coincidenza con l’arrivo del treno dei pendolari, sperando di scorgere almeno per una volta ancora il volto dell’amato padrone. O forse lo faceva per riassaporare un barlume di felicità nel pensare a quei momenti che precedevano l’arrivo del treno. Se già è emozionante scriverlo, figuriamoci il turbine di emozioni che ha dovuto provare chi davvero lo ha incontrato in quelle giornate di attesa.

Hachiko 2 - La straordinaria storia del cane Hachiko

Certamente chi prendeva lo stesso treno ogni mattina avrebbe immediatamente riconosciuto il professore e il suo cane Hachiko, e avrebbe immediatamente notato il fare sconsolato del cane. Per questo motivo il capostazione insieme agli altri cittadini cercarono subito di accudirlo e dargli riparo quando si accorsero di lui. Nel giro di poco tempo la sua immensa fedeltà e riconoscenza divenne famosa in tutta la nazione. Gente da ogni parte del paese giungeva a Shibuya per dargli conforto, per accudirlo, per coccolarlo, o semplicemente per dargli da mangiare o fargli una carezza.

Le statue in suo onore

Nell’aprile del 1934 lo scultore Teru Ando realizzò una statua in bronzo con le sue sembianze, e fu posta alla stazione di Shibuya. Un’altra simile era già stata fatta a Ōdate, la sua città natale dove lo stesso cane fu portato per all’inaugurazione.

Durante la seconda guerra mondiale, per esigenze belliche, la statua venne distrutta per ricavarne il piombo. Ma nel 1948 Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpirne una nuova da erigere sempre nello stesso punto dove era stata posta quella precedente.

Hachiko 5 - La straordinaria storia del cane Hachiko

La sua morte e le celebrazioni

Il giorno della sua morte, avvenuta ufficialmente a causa della filiarisi (parassiti), fu ritrovato senza vita riverso per strada nelle vicinanze della statua. La notizia apparsa in tutte le prime pagine dei giornali impietosì tutti, e di conseguenza fu indetto un giorno di lutto nazionale. Il corpo venne preservato tramite tassidermia ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza, mentre alcune sue ossa sono state sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno.

Mentre in tutto il mondo l’8 marzo si festeggia la festa delle donne, in Giappone è anche la festa per ricordare Hachikō, alla quale partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione. Anche una delle cinque uscite della stazione di Shibuya è denominata “Hachikō-guchi” (‘ingresso Hachikō’) proprio in suo onore.

Il film Hachiko – il tuo migliore amico con Richard Gere

Nel 2009 esce nelle sale Hachiko il tuo migliore amico, un film di Lasse Hallström che vede come attore principale un mito vivente come Richard Gere nei panni del professore Parker Wilson. Pur essendo ambientato in America (per ovvi motivi dovuti alla scelta dell’attore) il film ricalca fedelmente le vicende di questo cane straordinario. Ha certamente commosso e fatto piangere tutti coloro che lo hanno visto. E soprattutto, per tutti i 93 minuti della pellicola, si è potuto riflettere su questa straordinaria storia, sull’amore incondizionato che gli amici a quattro zampe possono donarci. E su quanto possa essere folle e vigliacco l’abbandono. Forse neanche un familiare più stretto riuscirebbe ad avere una costanza del genere. In pochi riuscirebbero ad avere una motivazione così forte nell’ostinarsi ad aspettare fino all’ultimo respiro una persona tanto cara. Tutto questo non deve far altro che farci riflettere e farci rispettare ancor di più gli animali.

Hachiko 3 - La straordinaria storia del cane Hachiko

Leo e Hachiko: piccoli grandi eroi

Se questa storia ci ha davvero emozionato, ce ne sono tante altre che hanno visto come protagonista il coraggio e la fedeltà dei cani. Abbiamo così scelto di ricordare anche Leo, un piccolo bassotto che per salvare una ragazzina di 11 anni ha perso la propria vita. Siamo in un piccolo paese alle porte di Belgrado in Serbia. Ad un certo punto un feroce mastino riesce a fuggire dalla propria gabbia (e tutto il nostro biasimo deve andare nei confronti del proprietario che è sicuramente colpevole dell’eccessiva aggressività del cane) e azzanna la povera malcapitata. Un uomo a passeggio con Leo si trova a passare proprio da quelle parti. Il piccolo cane, nonostante non si trattasse del proprio padrone, accorre in sua difesa e cerca di azzannare il cane feroce. Ne nasce una lotta spietata dove ovviamente ne fa le spese il povero Leo, ma dà la possibilità alla ragazzina di mettersi al riparto.

Hachiko 1 - La straordinaria storia del cane Hachiko

Anche in questa vicenda i cittadini rimangono molto scossi dal gesto eroico e dal coraggio dimostrato dal bassotto. Immediatamente si organizzano per dare la giusta riconoscenza al cane morto, volendo subito erigere una statua in sua memoria. La scultura ritrae Leo in un atteggiamento fiero proprio come quella di Hachiko. Ma oltre ai monumenti, naturalmente, ci rimane anche il loro grandissimo insegnamento. Onore a voi piccoli grandi eroi!

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