Da 40 anni il guardiano di Monkey Island si prende cura di 66 scimpanzé liberati da un laboratorio

Nonostante il nome, Monkey Island non è una vera isola ma una lingua di terra circondata da due fiumi salati della Liberia, in Africa. E’ qui che dozzine di scimpanzé sono stati «scaricati» dopo esser stati sfruttati come cavie di laboratorio.

I ricercatori americani hanno sperimentato su di loro cure contro l’epatite B. Poi, quando sono dovuti scappare a causa della guerra civile, le hanno abbandonate su quest’isola, per evitare che infettassero altri loro simili. E le scimmie che non sapevano badare a se stesse, essendo completamente dipendenti dagli esseri umani, sono state messe in una prigione senza sbarre.

La loro fine sarebbe stata segnata se Joseph Thomas non si fosse preso cura di loro costantemente. Le nutre e gli fa visita tutti i giorni da quarant’anni. E ovviamente le conosce tutte: gli ha dato un nome, conosce i loro gusti e il loro carattere. «Odiano essere rinchiuse», «ridono, piangono, diventano gelosi e si arrabbiamo proprio come noi», ha detto Thomas.

A raccontare l’incredibile storia del guardiano di Monkey Island è il Washington Post. Oggi la colonia è formata da 66 scimpanzé che non hanno mai imparato a vivere allo stato brado e che mangiano 500 chili di cibo al giorno.

A pagare le spese prima era l’ente di ricerca a cui appartenevano, oggi è un’organizzazione benefica. E Thomas ha dedicato tutta la sua vita alla loro salvaguardia: ha iniziato a prendersi cura delle scimmie quando aveva 20, diventando il custode del laboratorio americano.

All’inizio non sapeva che all’interno si facessero sperimentazioni sugli animali. E quando ha saputo che il centro stava chiudendo e che le scimmie sarebbero state isolate, si è offerto di continuare a prendersi cura di loro, nonostante i problemi della Liberia. Non si è mai fermato nonostante l’ebola, nonostante la guerra civile e nonostante i fondi che in certi periodi non arrivavano. Lui ha sempre trattato le scimmie come se fossero suoi figli, e continuerà a farlo «finché sarò in vita».

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