Il drago di Komodo. L’ultimo dinosauro

drago di Komodo
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Sommario

Il Varanus komodoensis o più volgarmente detto drago di Komodo (con le sue varianti dragone di Komodo, varano di Komodo) è un grosso lucertolone che vive nell’omonima isola indonesiana nell’arcipelago della Sonda.

È un temibilissimo predatore in grado di attaccare in maniera feroce le sue prede. Sembra davvero una creatura della preistoria, con molte caratteristiche che lo avvicinano più a un dinosauro che a un animale moderno. Tuttavia non è un effetto speciale di un film. Esiste davvero, e noi ve lo facciamo conoscere meglio.

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Le caratteristiche del drago di Komodo

Appartenente alla specie animale dei Sauri è in grado di raggiungere una lunghezza stimabile intorno ai 3 metri. Generalmente, però, se ne incontrano esemplari di circa 2 metri. Il suo peso può variare dai 70 agli 80 chili. Raramente raggiunge i 100 chilogrammi. Ha un olfatto molto sviluppato, mentre la vista e l’udito sono abbastanza limitati, soprattutto perché non riesce a distinguere correttamente gli oggetti immobili e di notte ha una visione molto limitata.

La caccia

Nonostante i numeri imponenti, sono animali molto agli in grado di divorare tutto quello che per loro è commestibile: invertebrati, uccelli e mammiferi. Hanno una resistenza incredibile dato che riescono a sopravvivere cibandosi poche volte all’anno (pio o meno 15 volte).

Si muovono con una certa lentezza (5 km/h), ma se devono cacciare aumentano il passo fino a raggiungere i 18-20 km/h. Compiono scatti repentini e se vi trovate a una distanza inferiore ai 10 metri siete praticamente spacciati.

Ogni giorno possono girovagare fino a una distanza di 10 km per cercare del cibo. In acqua possono scendere ad una profondità attorno i 4,5 metri. Non possiedono veleni, ma la loro saliva ha una carica batterica imponente. Se riescono a mordere una preda, essi sono capaci di inseguirli per giorni finché l’infezione causata dal morso non faccia il suo effetto.

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Attacca cinghiali, cervi, bufali, scimmie ma anche esseri umani. Rimane per lungo tempo in agguato camuffandosi tra la vegetazione. Se riesce ad avvicinare la vittima, una volta sferrato l’attacco, non c’è modo di sopravvivere al suo possente morso. Della carcassa nemmeno gli zoccoli e le ossa risparmierà, si mangerà tutto!

I fossili

Dal ritrovamento di alcuni fossili in Australia si è potuto stabilire che per 900.000 anni non hanno subito alcun cambiamento particolare, mentre i reperti più antichi risalgono a circa 3,8 milioni di anni fa.  Il suo antenato diretto è il Varanus, apparso in Asia 40 milioni di anni fa.

Da quel continente alcune specie hanno potuto raggiungere l’Australia. E poi, circa 15 milioni di anni fa,  in seguito ad una collisione tra Australia e Sud-est asiatico raggiungessero quello che oggi è l’arcipelago indonesiano.

Alla luce di queste informazioni possiamo tranquillamente affermare che il drago di Komodo, dopo milioni di anni di evoluzione,  è diventato un cacciatore abile e spietato e ci è facile comprende il perché del loro nome: draghi di Komodo.

L’accoppiamento

La sua riproduzione è abbastanza complicata. La maturità sessuale si ha all’età di 9-10 anni,  mentre l’accoppiamento avviene tra maggio e agosto e la deposizione delle uova in settembre. Le femmine sono molte restie a farsi corteggiare, mentre i maschi lottano caparbiamente tra di loro.

Le uova deposte (una ventina) vengono poi lasciate per setti mesi nei nidi abbandonati di alcuni uccelli della stessa famiglia di galli e tacchini (megapodio piediarancio).

Dopo la schiusa i piccoli varani sono molto vulnerabili, e spesso vengono divorati dai predatori ma anche dagli adulti della loro stessa specie (circa un 10%). Se riescono a raggiungere gli alberi, dove in genere ci vivono per 3-5 anni, hanno maggiori possibilità di sopravvivenza. Ma in ogni caso un esemplare adulto non può vivere per più di 50 anni.

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Infine, tra le caratteristiche che lo rendono speciale ce ne sta anche un’altra molto particolare. Tra il 2005 e il 2008 in tre zoo differenti ubicati in Inghilterra e negli Stati Uniti, si poté documentare la partenogenesi nei draghi di Komodo, ossia la possibilità delle femmine di poter fecondare l’uovo senza la partecipazione del maschio.

Cosa fare se si viene morsi

Dalla lettura di queste informazioni è facile intuire che bisogna sperare di non incontrare mai un varano gigante del genere, nemmeno per sbaglio. Infatti il problema principale è che, come è stato documentato precedentemente, in milioni di anni di evoluzioni ha sviluppato caratteristiche letali.

Non solo riesce a riconoscere una preda a 4 km di distanza, ma anche se si è solo morsi bisogna immediatamente ricorrere ad una cura antibiotica, perché nella sua saliva sono presenti ben 53 ceppi differenti di batteri patogeni, e dunque in grado di scatenare pericolose infezioni. Per gli abitanti delle isole indonesiane è stato un problema anche il fatto che riusciva a riesumare i cadaveri scavando nei cimiteri.

Specie protetta

Il governo Indonesiano ha deciso di proteggerli, soprattutto dai cacciatori, istituendo il parco nazionale di Komodo, un luogo incantevole che sembra riportarci indietro nel tempo in epoche preistoriche.

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Tale provvedimento si è reso necessario perché l’International Union for Conservation of Nature (IUNC) li ha classificati come specie vulnerabile, ossia hanno un’alta probabilità di diventare una specie in via d’estinzione. Se sono riusciti a sopravvivere per milioni di anni, tra qualche anno o decennio  potremmo assistere alla loro scomparsa, proprio come avvenne per i dinosauri.

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